Pennabilli: non solo antiquariato!

Pennabilli: non solo antiquariato!

La 45° Mostra Mercato Nazionale d’Antiquariato Città di Pennabilli si svolgerà nella consueta sede di Palazzo Olivieri dall’11 al 26 luglio 2015 e chi vorrà visitarla avrà l’opportunità di vivere esperienze memorabili in un territorio che offre molteplici occasioni di arricchimento sotto il profilo culturale, naturalistico ed emozionale.

 

Pennabilli “capitale della bellezza”

«È bello se puoi arrivare in un posto dove trovi te stesso.»`Ha detto di Pennabilli Tonino Guerra, che ha eletto la cittadina montefeltresca a sua residenza nel 1989 e ha voluto che vi riposassero le sue ceneri.

Nato a Santarcangelo di Romagna nel 1920, Tonino Guerra ha pubblicato nel 1946 I scarabocc, le sue prime poesie in dialetto romagnolo, scritte durante la prigionia nel campo di concentramento di Troisdorf, in Germania, e nel 1952 il racconto La storia di Fortunato.

Agli inizi degli anni Cinquanta, Tonino Guerra si stabilisce a Roma dove frequenta il pittore Lorenzo Vespignani, Elio Petri, Giuseppe De Santis e, alcuni anni più tardi, Michelangelo Antonioni, che lo vorrà accanto nella realizzazione di quasi tutti i suoi film. Lavorerà poi con i più grandi registi del nostro tempo, tra cui: Vittorio De Sica, Mauro Bolognini, Mario Monicelli, Alberto Lattuada, Paolo e Vittorio Taviani, Andrej Tarkovskij e, con Federico Fellini, alla sceneggiatura di Amarcord, vincitore del premio Oscar, di E la nave va, Ginger e Fred, Prova d’orchestra e Casanova.

La raccolta I bu, pubblicata nel 1972, rappresenta una svolta per la poesia dialettale, che assume pari dignità della poesia in lingua.

Tonino Guerra si dedica anche alla pittura, alla scultura e all’ideazione artistica, in cui trasferisce la sua sconfinata genialità: la produzione del poeta è vastissima, punteggiata dal conferimento di importantissimi premi.

Nel 1989 Tonino Guerra si trasferisce a Pennabilli, dove vive e lavora fino a pochi giorni dalla morte, avvenuta il 21 marzo 2012 a Santarcangelo.

Pennabilli: l’unicità della natura

Pennabilli sorge al centro del Montefeltro, in un ambiente naturale che alterna a verdi declivi distese dorate di grano maturo, profonde ferite scavate dall’acqua nella creta: i calanchi, e ammassi di roccia incorruttibile: le genghe.

IL LAGO DI ANDREUCCIO – A pochi chilometri da Pennabilli è adagiato tra il verde un piccolo specchio d’acqua, il lago di Soanne, al centro di un’oasi di quiete resa ancor più suggestiva da una leggenda secondo cui, nel 1300, vi trovò la morte un giovane pastore, Andreuccio, invaghitosi della figlia del principe Evaristo, Elisabetta, che lo fece uccidere dai suoi sgherri. La principessa, dopo averlo cercato invano, si diede la morte nello stesso lago.

IL PARCO NATURALE DEL SASSO SIMONE E SIMONCELLO – Il Parco Naturale del Sasso Simone e Simoncello, unico parco interregionale d’Italia, ha una superficie di quasi 5000 ettari; racchiude i rilievi dei Sassi Simone e Simoncello, Monte Canale, Monte Palazzolo e del Carpegna, vetta del parco.

Il parco è nato per tutelare un territorio di straordinaria valenza paesaggistica e naturalistica di cui fa parte anche la Costa dei salti, che ospita una vegetazione rara e di notevole interesse botanico, mentre la sommità del Carpegna, costituita da un pianoro destinato prevalentemente al pascolo, conserva alcune specie spontanee poco comuni.

Un parco faunistico ospita, a lato del torrente Seminico, animali domestici: capre, pecore, muli, e animali selvatici in libertà: caprioli, daini e cinghiali, mentre rane, rospi, tritoni trovano il loro ambiente naturale negli stagni.

Pennabilli: TRE MILLENNI DI STORIA

Pennabilli e il Montefeltro ospitano l’uomo da tempo immemorabile. Le importanti vie di comunicazione che attraversano la regione ne hanno decretato la storia, segnata dalle lotte per il controllo dei traffici.

Pennabilli si colloca in un’area di antichissima antropizzazione: numerosi ritrovamenti archeologici testimoniano la presenza degli umbri, degli etruschi e dei romani, che potenzieranno l’asse viario dall’Adriatico a Roma.

Durante le scorrerie barbariche della metà del I millennio, i due impervi rilievi tra cui è adagiata Pennabilli divennero rifugio per le popolazioni dei dintorni, che vi si insediarono dando origine alle comunità di Penna e Billi.

Nel 476, Odoacre, re degli Eruli, concesse a un suo condottiero, Armileone Carpigno, il castello che difendeva la rupe di Billi e, nel 1004, un discendente della casata dei Carpegna, Gianni della Penna, soprannominato Malatesta, realizzò una fortificazione sulla cima denominata Penna, consolidò il proprio potere e si trasferì prima a Verucchio, poi a Rimini.

I castelli di Penna e Billi, lontani fra loro un tiro di schioppo, si combatterono fino al 1350, quando venne collocata nella piazza tra i due picchi la “pietra della pace”.

Nei secoli seguenti i Malatesta, i Montefeltro, i Medici e, infine, lo Stato Pontificio si successero nel dominio di queste terre.

Nel 1570, il papa Pio V (poi fatto santo e, oggi, patrono della città) trasferì a Pennabilli da San Leo la sede della Diocesi del Montefeltro arricchendola della cattedrale e del seminario.

Con l’unità d’Italia, Pennabilli diviene centro amministrativo ed economico, ospita la pretura e la tenenza dei Carabinieri.

Nel corso dei secoli, diversi pennesi hanno dato lustro alla loro terra: fra’ Matteo da Bascio, fondatore dell’Ordine dei Cappuccini, padre Orazio Olivieri, missionario in Tibet e compilatore del primo vocabolario Italiano – Tibetano, e Domenico Valentini, diplomatico alla corte imperiale di Vienna.

Pennabilli e i suoi musei

Forse non ci sono altre cittadine delle dimensioni di Pennabilli che possano vantare tanti musei e di così grande interesse.

MATEUREKA, MUSEO DEL CALCOLO – Mateureka custodisce la memoria delle invenzioni e delle idee che hanno fatto grande la storia del calcolo e della matematica.

Inaugurato il 13 luglio 1991, è unico in tutta la Comunità Europea ed espone centinaia di oggetti originali grazie ai quali è possibile ripercorrere la storia della matematica: tavolette sumere risalenti a 4500 anni fa, iscrizioni etrusche e lapidi romane, abachi, suan pan cinesi, soroban giapponesi, schoty russi, un astrolabio, una tavola per contare medievale, quipù inca e chimpù peruviani, cilindri e bastoni di Nepero, regoli e nomogrammi, calcolatrici meccaniche, elettromeccaniche, elettroniche.

MUSEO DIOCESANO DEL MONTEFELTRO “A. BERGAMASCHI” – Fu il vescovo Antonio Bergamaschi a intuire l’esigenza di un luogo idoneo a ospitare le tante opere artistiche significative del territorio, spesso soggette a razzia.

Oggi, il Museo Diocesano del Montefeltro ospita all’interno di Palazzo Bocchi opere di Benedetto Coda, Catarino di Marco, Giovan Francesco da Rimini, Guido Cagnacci, Nicolò Berrettoni, Carlo Cignani, Giovanni Francesco Guerrieri e esponenti delle botteghe romana, di Casteldurante e romagnola e un’importante collezione di oggetti liturgici e paramenti sacri, sculture, maioliche, argenterie.

MUSEO NATURALISTICO – Il Museo Naturalistico, realizzato dall’Ente Parco Naturale del Sasso Simone e Simoncello in collaborazione con il Comune di Pennabilli, ospita una scenografica mostra di diorami riproducenti le principali specie animali che popolano il parco nel loro ambiente naturale, fedelmente ricostruito e numerosi animali imbalsamati: la civetta, il barbagianni, il gufo, l’allocco e molti altri. Di particolare pregio, un esemplare di gatto selvatico europeo, frutto di un raro ritrovamento avvenuto nel 2002, e un lupo appenninico.

IL MONDO DI TONINO GUERRA – Il Mondo di Tonino Guerra è il titolo che il Maestro ha scelto per definire lo spazio in cui è raccolta parte importante della sua opera artistica. Non solo uno spazio museale, ma un luogo di incontro, discussione, elaborazione. L’edificio, nei sotterranei del trecentesco oratorio di Santa Maria della Misericordia, è anche sede dell’associazione culturale che porta il suo nome.

I LUOGHI DELL’ANIMA – Il museo diffuso I luoghi dell’anima è composto da sette installazioni ideate da Tonino Guerra e si snoda all’interno del borgo di Pennabilli e in alcuni suggestivi siti dell’Alta Valmarecchia.

Sono sette, per lo più all’aperto, con caratteristiche proprie e con il comune obiettivo di sollecitare la fantasia e di colpire l’anima del visitatore: l’Orto dei frutti dimenticati, il Rifugio delle madonne abbandonate, la Strada delle meridiane, l’Angelo coi baffi, il Santuario dei pensieri a Pennabilli, la Madonna del rettangolo di neve a Ca’ Romano, il Giardino pietrificato nella frazione di Bascio.

Alfredo Spanò

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