Arte Terra Cultura, Giò Urbinati a Pennabilli

Arte Terra Cultura, Giò Urbinati a Pennabilli

Mostra Collaterale a Pennabilli Antiquariato dall’8 al 23 luglio 2017

In considerazione dello stretto rapporto con il territorio e con alcuni degli artisti che gli hanno dato maggior lustro, Tonino Guerra prima di tutti, la XLVII edizione della Mostra Mercato Nazionale d’Antiquariato Città di Pennabilli dedica la collaterale a Giovanni Urbinati.

Giovanni Urbinati è nato a Rimini nel 1946, ha avuto una prima formazione nell’atelier di Carla Birolli negli anni Sessanta ed è stato allievo di Benito Balducci e Rosetta Tamburini. “… dissero che avevo talento e mi spronarono a continuare. In seguito La cattedrale dove va a finire il mare, poi Il giardino pietrificato, L’arco delle favole, L’orto dei frutti dimenticati segnano il mio particolare rapporto con Tonino Guerra.”

Urbinati narra così il primo incontro con il poeta all’interno del suo atelier: “Il suo modo di osservare i miei lavori era come quello di un bambino che entra in un mondo diverso, e subito si trova a suo agio e gli piace. Gli occhi gli luccicavano sopra un bel sorriso accarezzato da duri baffetti.”

Dopo qualche tempo Tonino Guerra richiama Urbinati per parlargli di un progetto sotto la torre di Bascio: “Devi sapere che c’è un posto verso la Toscana, si chiama Castello di Bascio, lì c’è una torre sopra ad una collinetta dove è sepolto un castello. Mi piacerebbe mettervi sette tappeti…“

Realizza ancora numerose opere pubbliche diffuse nel territorio, in tutta la Valmarecchia, a San Marino e a Rimini. Urbinati ha all’attivo la partecipazione a decine di mostre personali e collettive e a concorsi nazionali ed esteri e la pubblicazione di numerosi cataloghi e opere grafiche.

In occasione della sua ultima recente esposizione: “Cinquant’anni più uno di alchimie” presso Fabbrica Arte Rimini, Annamaria Bernucci ha scritto:

“Sotto le dita robuste di Gio si disambiguano le distinzioni gerarchiche degli oggetti, la ceramica fa corpo con la natura, si riveste di un lessico possente e alchemico, di confessioni e di ricordi, di frammenti liberi come un verso poetico sfuggito a un canzoniere immaginario…”

A chi gli chiede cosa occorre per materializzare un’opera d’arte Gio Urbinati risponde: “Quel momento dove fantasia e sentimento si fondono e si genera un’idea; che sia creta o tela per dipingere, marmo o metallo poco importa, cambiano solo le tecniche per farne uscire l’opera… Seguo un progetto; l’emozione dà forma alla sostanza, guida le mani, mentre l’armonia è sempre presente fin dal primo istante, poi c’è tutto un modo capace o incapace di esprimersi, basta cogliere l’istante… Se c‘è passione impari la tecnica, va di concerto, non si possono scindere le due cose.”

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