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dal 2 al 25 luglio 2004
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Gli angeli pregano Raimondo Rossi ritorna a Pennabilli con i suoi “angeli” in ceramica dopo le mostre del 1982 e del 1995, dopo i dialoghi con Valerio Volpini e Silvia Cuppini e al seguito delle conversazioni in poesia con Tonino Guerra. La sua lunga frequentazione pennese è un’icona d’amicizia e di colloqui sulle grandi questioni dell’arte e della vita. Spesso abbiamo viaggiato insieme, da Urbino e da Urbania, per gli incontri al Teatro Vittoria: ogni volta quelle occasioni hanno stimolato ascolto, letture e domande sulle avventure della creazione. Con Tonino Guerra, poi, si è sempre in stato d’insonne attenzione, c’è poco da scherzare. Ti trafigge se non lo segui nella sua foresta d’immagini. Mi sembra che Rossi abbia saputo raccogliere e trasformare tante sollecitazioni in movimenti della creta e dei colori: da figure spontanee, estatiche e d’un cromatismo leggero si è indirizzato su tormentati modi di modellare e tagli delle composizioni ed un uso acceso dei colori, non dico quanto sempre più pesino i neri e gli ori, il lustro, il terzo fuoco, la ricerca dell’emozione e della perfezione. Rossi sa unire la sua sofferta e libera gestualità di modellatore, quasi un’intima visione e partecipazione dello spazio oltre che di rapporto di pittura e di policromia ad un segno marcato, bruciante, spirituale, che rappresenta la sua natura religiosa. I suoi angeli sembrano creature in dialogo ininterrotto con silenziose storie di vita e con preghiere d’invocazione assoluta.
Gastone Mosci
Antologia Il significato della presenza angelica è quello di esprimere la trascendenza di Dio, cioè il suo mistero: quanto più Dio era ritenuto distante dalla terra, tanto più si sentiva la necessità di introdurre dei mediatori tra lui e le creature. Gli israeliti, poi come tutti gli antichi popoli orientali, immaginavano Dio come un re seduto sul trono e attorniato da migliaia di “esseri esecutori dei suoi comandi” (Salmo 103, 20). L’espressione “l’angelo del Signore”, molto frequente nella Bibbia, è un modo rispettoso di parlare di Dio senza pronunciare il nome (JHWH): l’”angelo del Signore” è, allora, Dio stesso.
Gianfranco Ravasi, La Bibbia.
Le annunciazioni, le resurrezioni, la presenza dell’angelo richiamano la tensione spirituale di un artista che ha proceduto nel cammino sino a trovare l’identificazione della sofferenza e della bellezza; elementi non antitetici, fusi in una stessa realtà invisibile. Come nella musica, come nel grave suono dell’organo la profondità e la gioia delle note hanno poi una valenza drammatica.
Valerio Volpini (Cartella per gli amici: Un acquerello di R. Rossi e uno scritto di V. Volpini, Stibu, Urbania 1988)
Lo scrittore fanese annota che, dopo il Barocco, il culto degli Angeli è venuto sbiadendo e si è smarrito del tutto nel nostro secolo. E’ vero: noi recitavamo “Angelo di Dio che sei il mio custode…”, i nostri figli non lo fanno più. Ma – come scrive Von Balthasar – l’arte popolare continua ad esprimere e tiene desta la fiducia dei semplici e buoni cristiani negli Angeli. E Raimondo Rossi è nel filo di questa tradizione.
Franco Brinati, Il segreto battere delle ali degli angeli, “Corriere adriatico”, 1 aprile 1989
Se Cacciari giustamente vuole dentro la ricerca intellettuale cogliere le parole di Rilke assieme ai segni di Klee; se Licini ha voluto vedere negli angeli la premessa religiosa ad un alchemico androgino; Raimondo Rossi ci regala un angelo domestico, quotidiano, capace di dialogo e di aiuto: “l’angelo che preghiamo la sera quando la sera mette paura, è l’angelo “custode” secondo una preghiera che sempre più difficilmente recitiamo, persi come siamo nella finta sicurezza che si è soli e fieri nella autonomia del camminare. L’angelo di Rossi ci ricorda che siamo custoditi, che siamo “retti”, che siamo “governati”. L’orgoglio ci rende soli, la coscienza della solitudine ci fa essere “figli”, e l’angelo è l’amico che ci accompagna.
Mariano Apa, Rocca, 1989
Gli angeli di Rossi non sono quelli del sogno di Giacobbe, che scendono in frotta, ma sottolineano piuttosto la loro individualità, ammantati ognuno in una luce splendida di perfezione che è bellezza, o la bellezza in assoluto. Sivia Cuppini, 1995
Ed a canoni espressionistici si collega la serie di Angeli, galleria di messaggeri divini, oggettivati nella loro dimensione più intima, mentre stanno per prendere il volo …L’immediatezza di fattura, la vibrante vitalità riconducono in parte all’argomentare di Lucio Fontana – nel tempo in cui andava eseguendo i bozzetti per una delle porte del Duomo di Milano – ed al vivido lessico di Leoncillo Leonardi.
Luigi Dania, VII Mostra nazionale immaginette sacre – Angeli nell’iconografia religiosa, Campofilone, 24 luglio-27 agosto 1988
Quello del volto sembra essere stato e sembra essere tuttora il nostro problema e la nostra soluzione. Un volto da stabilire in sede teorica, da rispettare in sede morale, da accarezzare in sede affettiva; ma, al di là della risoluzione morale o sentimentale, quella che pare stare prima come il problema di tutti i problemi sembra che si possa riassumere in questa proposizione: il nostro mondo per viverci, amare e santificarci non è dato da una neutra teoria dell’essere che subordina a sé la libera e rocciosa realtà degli enti; non è dato dagli eventi della storia o dai fenomeni della natura, ma è dato dall’esserci di questi inauditi centri di alterità che sono i volti, volti da guardare, da rispettare, da accarezzare.
Italo Mancini, Tornino i volti (1989) Piccolpasso 72 Comprate / le ceramiche / del mio amico / Raimondo / egli da anni / le graffia col mento / ne compone stracci / di colore sacrifica / bocche con segni / accesi di verdi / sgomenti / … / i suoi angeli salgono / sui meli bianchi / impolverati di latte / cagliato di cotoni / variopinti le loro / ali sono intarsiate / i visi certi o paffutoni / dei buoni credenti / nostrani, dopo / Pellipario / la valle s’è appisolata / in ricami durantini / ma questo Rossi ne / risveglia tranquillo / gli spini e maestro / Vittorio gli prepara / in serena collisione / un mite alone / di piatti e vasi.
Marisa Zoni
…Ho sul tavolo la tua ultima ceramica, il bel vaso di Vittorio l’instancabile, dipinto su tre lati: un lato ha un viso addolorato e colpito (mi sembra un Cristo di Rouault, col colore colato in un orrore o dolore stupito); ma in un altro lato s’illumina di giallo un profilo di donna appena segnato o sognato, fino al lato dei due volti innamorati, in una luce gialla molto intensa, mutuati da Chagall, ma passati al fuoco della Piccolpasso, che li ha resi lucenti…
Costante Zoni, Lettera del 3 dicembre 1990 a R. Rossi
Opere Angelo enigmatico Angelo del mare Angelo sereno Angelo custode Angelo della storia Angelo rosso Angelo emblematico Angelo di Dio Angelo giovane Angelo sereno Angelo in volo
Biografia Raimondo Rossi vive a Urbania, l’antica Casteldurante, dove distribuisce il suo tempo tra la musica, la letteratura e l’arte. Ama la ceramica in particolare, ma si dedica anche al disegno, all’incisione e alla pittura. Ha collaborato con Carlo Antognini, Brenno Bucciarelli, Gastone Mosci, Arrigo Bugiani, Fabrizio Mugnaini, Giordano Perelli, Eugenio De Signoribus, editori, in pubblicazioni d’arte. Mostre: Galleria Montefeltro, Urbania, 1963; Casa d’Italia, San Gallo e Lichtenstein, 1966; Casa Rossini, Pesaro, 1976; La Saletta, Città del Vaticano, 1979; Wolfsburg, 1982; Palazzo Valentini, Pennabilli, 1982; Palazzo Pertrangolini, 1986; Biblioteca Sormani, Milano, 1987; Palazzo Petrangolini, Urbino, 1989; Digione, 1988; Auditorium S. Arcangelo, Fano, 1992; Kleine Galerie, Klagenfurt, 1995. After graduating at Urbino, Rossi took up a teaching post while pursuing his interests in art and culture. For a time he worked in ceramics, but since 1970 has devoted himself entirely to painting and etching. Raimondo Rossi lebt in den Marken, in Urbania dem früheren Casteldurante wo er in der Werkstatt von Piccolpasse seine Arbeit in Keramik schafft; ausserdem befasst er sich mit Malen, Zeichnen, Musik und Literatur. Seine Keramikausbilden erhielt er bei Federiko Melis; er studierte französische Literatur bei Carlo Bo und Poesie bei Valerio Volpini. Auf Einladung von Brenno Bucciarelli illustrierte er unter anderem bedeutenden Werke, die im Verlag der Biblioteca Vaticana erschienen sind. Er nahm an zahlreichen Ausstellungen in Italien und im Ausland teil.
Presenze artistiche a Pennabilli A cura di Gastone Mosci e Gianfranco Giannini Con questa Manifestazione d’Arte Contemporanea la XXXIV Mostra Mercato Nazionale d’Antiquariato di Pennabilli segnala le numerose attività culturali con l’intendimento di valorizzare il proprio territorio. Le ceramiche sono state realizzate nel Centro Sociale “Cipriano Piccolpasso” di Urbania. |